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Sebastian Brody è un profiler che lavora per l'FBI. Quando sua moglie resta uccisa davanti ai suoi occhi da un serial killer evaso di prigione, che tempo prima aveva consegnato alla giustizia, Sebastian si lascia tutto alle spalle e si trasferisce in Sicilia, tanto amata dalla moglie e tenta di cominciare una nuova vita. Girovagando per le campagne sicule, Sebastian trova la casa che fa per lui: una bella villa un po' vecchiotta e malmessa, con un grande parco, dove potrà cimentarsi nella scrittura del suo primo romanzo. Fa amicizia con Domenico, l'agente immobiliare che si occupa della villa e che lo aiuta nei lavori di manutenzione. Una notte, a causa di un forte temporale, va via l'elettricità. Sebastian si reca nel capanno per cercare di far partire il generatore ma, nel buio, inciampa su un cavo a terra tirando giù uno scaffale di metallo. Scopre una nicchia nascosta nel muro che contiene una scatola con all'interno sei scalpi femminili. Gli scalpi appartengono, a un serial killer che uccideva nella zona venticinque anni prima, ribattezzato dalla stampa "l'Acconciatore". Quelli trovati da sebastian sarebbero i suoi trofei. L'assassino non è mai stato preso e ora sembra tornato per colpire. Inutile negare che i limiti della produzione televisiva si notino, qui come negli altri episodi della serie. Tuttavia in questo caso si avverte una mano particolarmente felice nella stesura di soggetto e sceneggiatura (è quella di Brian Hamton), che riesce a inserirsi nell'abusato filone dei serial killer proponendo un'interessante figura di profiler dell'FBI in qualità di abile solutore dell'enigma. Persa la moglie durante l'agguato in casa di un tizio vendicativo finito precedentemente in galera grazie alle sue indagini, Sebastian (Goritsas) si convince che è arrivato il momento di staccare. Così si dedica a scrivere romanzi di fantascienza (?) e se ne va in vacanza in Sicilia (che poi è perlopiù la solita Malta, teatro della serie). Guarda caso, nella casa che affitta tramite un amichevole agente immobiliare (Vaporidis) rinviene casualmente una scatola contenente sei trecce appartenenti ad altrettante ragazze che erano state venticinque anni prima le vittime di un serial killer chiamato "l'acconciatore". Mai scovato dalla polizia l'uomo era presto scomparso di scena, ma un nuovo delitto attribuitogli per il singolare modus operandi fa ritenere la polizia che sia tornato in attività. Sebastian, immediatamente supplicato dall'ispettrice Leoni (Surina), sorella di una delle vittime di allora, di darle una mano per scongiurare una nuova catena di delitti, si convince quasi subito che l'autore degli stessi non sia affatto l'acconciatore originale ma un emulo. Com'è che però quest'ultimo dimostra di conoscere particolari procedure del killer che solo la polizia può sapere? E com'è che sul braccio della prima nuova vittima viene trovato non il numero sette come sarebbe stato logico ma un otto? La strana coppia di investigatori si mette al lavoro ma naturalmente è Sebastian, dall'alto della sua grande esperienza nel campo, a dettare la linea. Nel farlo, Goritsas sa rendersi credibile, convincente nelle sue conclusioni da profiler e al riparo dalle tante banalità che di solito si ascoltano in casi simili. Anche per questo l'episodio, pur penalizzato da un flavour televisivo che si ravvisa fin da subito nella piattezza della confezione, emerge come il migliore della serie. Tralasciando qualche falsa pista di troppo sa rendersi simpatico nel personaggio di Vaporidis, aggiustatore di casa che entra in amicizia con Sebastian, e muoversi in territori ampiamente esplorati introducendo elementi gustosi nelle ricerche che aprono scenari non inediti ma poco battuti. La tensione resta un miraggio (ma la cosa vale per l'intera serie), la regia di Edoardo Margheriti è corretta e niente più, la Surina funziona come presenza e meno nella recitazione (come sparring partner ha comunque il suo perché), eppure il film scorre, incuriosisce e si resta in attesa di una soluzione che non deluderà. Non tanto nell'identificazione del colpevole quanto nel movente, che comprende una bella revisione del poco che si sapeva riguardo al caso precedente. Buono lo sfruttamento delle non ricchissime location, dialoghi soddisfacenti per quanto riguarda il procedere delle indagini, scena di sesso posticcia come sempre ma si può soprassedere. Un giallo poliziesco in piena regola, a tratti sorprendente. Considerata la destinazione televisiva, può essere giudicato buono.
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