DEL PARACULISMO. .L’ELENCO È QUESTO .
20260212 . L’ipocrisia dell’eufemismo: dall’“amichevole assistenza al popolo fratello della Cecoslovacchia” (l’invasione dell’urss a Praga) al “Readiness 2030” (il Piano Ue di aiuto militare all’ucraina)
Il Fatto Quotidiano
» FABRIZIO BATTISTELLI
12 feb 2026
Nel 1923 in Italia fu abolito l’insegnamento della retorica nelle scuole del Regno. Un provvedimento sconsiderato, la retorica è una cosa seria.
A parte la piazza dei Greci e i tribunali dei Romani, l’arte del parlare con efficacia mantiene una funzione fondamentale, quella di convincere gli altri che ho ragione io. Come farebbero i politici senza la retorica? Non a caso sono loro i principali esperti di quest’arte antichissima. Argomenti pesanti come la guerra, le armi e le relazioni internazionali darebbero vita a discorsi aridi senza la retorica, nessuno li starebbe a sentire. Ecco quindi un Dizionarietto che illustra con esempi concreti l’utilità della retorica e delle sue figure.
ANTIFRASI
Per sottolineare una cosa si afferma esattamente il contrario. Non contenti di usare l’ipocrisia moderata dell’eufemismo (v. oltre), talvolta i governi ricorrono alla turboipocrisia dell’antifrasi. Un po’ come nella neo-lingua del 1984 orwelliano, dove gli oggetti vengono ridenominati con il loro contrario: il Ministero della Guerra diventa il ministero della Pace e il Ministero che raziona il cibo il ministero dell’abbondanza.
Sull’uso dell’antifrasi Mosca vanta la primogenitura. Nel 1968 l’unione Sovietica annunciò al mondo l’invasione di Praga come forma di “amichevole assistenza al popolo fratello della Cecoslovacchia”. Nel frattempo gli Stati Uniti non sono rimasti a guardare. I numerosi interventi militari ai quali sono stati costretti hanno permesso di sbizzarrirsi con le parole. All’operazione che ha portato alla cattura del presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, per esempio, hanno dato un titolo sobrio: “Assoluta determinazione”. Nel 1989 per catturare il presidente di Panama, Manuel Noriega, furono più assertivi e battezzarono l’operazione “Giusta causa”. Ma il capolavoro americano è un altro: l’operazione Iraq Freedom (2003-2011). “Libertà irachena” ha avuto come obiettivi “disarmare l’iraq” dalle armi di distruzione di massa e assicurare “la pace, la stabilità e la sicurezza sia nella regione del Golfo, sia negli Stati Uniti”. Invece l’operazione iniziata in Afghanistan nel 2001 è stata chiamata “Libertà duratura” (Enduring freedom). Fare la guerra per preparare la pace è un classico. Il missile nucleare americano LGM-118 si chiamava Peacekeeper, “Creatore di pace”. Anche l’europa si adegua. Il nome Rearm Europe non suonava bene, quindi è stato cambiato in Readiness 2030 e l’aiuto militare all’ucraina è stato finanziato dal FEP, Fondo europeo per la pace.
EUFEMISMO
Questa figura retorica parla di una cosa impresentabile che si rende meno tale attenuandone o nascondendone gli aspetti negativi.
Strepitosa l’espressione russa per definire la guerra contro l’ucraina: una “Operazione militare speciale”. Nel 2022 la definizione ha meritato dalla American Dialect Society il titolo di Euphemism of the year. La propensione a focalizzarsi sul carattere “speciale” delle aggressioni armate contro i vicini era già stata manifestata da Mosca nell’attacco alla Georgia del 2008, definito una “operazione speciale di imposizione della pace”.
A proposito di Occidente, anche qui la retorica non scherza. Israele vanta una vera e propria primogenitura: è sua l’operazione Foglie d’olivo contro le postazioni
LITOTE PERIFRASI
Giro di parole per nascondere e soprattutto per enfatizzare qualcosa. Un conto è presentarsi con nome e cognome, un conto arrivarci corredati di connotazioni specifiche. “Io sono Giorgia” va bene, ma è tutta un’altra cosa aggiungere: “Sono una donna, sono una madre, sono cristiana, sono italiana”. Idem nel caso di Salvini: “Lo dico da papà”. Si tratta di peculiarità esclusive che singoli performer generosamente allargano a rappresentare un valore molto sentito da noi quale la famiglia. Matteo e Giorgia come Papà e Mamma d’italia.
METAFORA E SIMILITUDINE
siriane nel 1955 e Pace in Galilea la seconda invasione del Libano nel 1982. Nella campagna di Gaza, le deportazioni interne della popolazione gazawi sono state definite “sfollamenti” e gli attendamenti di Rafah sono diventati per l’occasione “una città umanitaria”. Verso l’esterno invece si è parlato di “emigrazione volontaria”. Filantropi come l’ex premier britannico Blair e il genero