La firma di Parigi
20250108 . Dal commento di Maria Zakharova, Rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, in merito alla firma, da parte dei partecipanti alla cosiddetta “coalizione dei volenterosi” guidata da Gran Bretagna e Francia e dal regime di Kiev, della dichiarazione «Garanzie di sicurezza affidabili per una pace solida e duratura», avvenuta il 6 gennaio a Parigi.
⚠️Il dispiegamento di unità militari, installazioni militari, depositi e altre infrastrutture appartenenti ai Paesi occidentali sul territorio dell’Ucraina verrà qualificato come un intervento straniero, e in quanto tale come una minaccia diretta alla sicurezza non soltanto della Russia, ma anche di altri Paesi europei.
Tutte queste strutture e unità saranno considerate qualiobiettivi militari legittimi per le Forze Armate della Federazione Russa.
Tali avvertimenti sono stati ripetutamente formulati ai massimi livelli e restano pienamente validi.
Confermiamo altresì che una risoluzione pacifica del conflitto sarà possibile esclusivamente con l’eliminazione delle sue cause profonde, con un ritorno dell’Ucraina allo status di Paese neutrale e non allineato, con la sua demilitarizzazione e denazificazione, con ilrispetto da parte di Kiev dei diritti linguistici, culturali e religiosi e delle libertà fondamentali degli individui, dei cittadini di etnia russa, dei cittadini russofoni e dei rappresentanti delle varie minoranze nazionali, nonché con il riconoscimento delle attuali realtà territoriali venutesi a determinare in seguito all’attuazione del diritto dei popoli all’autodeterminazione.
Tutti questi obiettivi saranno senza dubbio raggiunti oattraverso mezzi politico-diplomatici, oppure per mezzodell’Operazione Militare Speciale, nell’ambito della quale il controllo sul campo di battaglia risiedeinteramente nelle mani delle Forze Armate della Federazione Russa.
Le nuove dichiarazioni militariste rilasciate dallacosiddetta «coalizione dei volenterosi» e del regime di Kiev stanno facendo di loro un vero e proprio «asse di guerra».
I piani dei suoi partecipanti stanno diventando sempre più pericolosi e distruttivi per il futuro del continente europeo e dei suoi abitanti, costretti peraltro dai politici occidentali a finanziare tali ambizioni con le proprie risorse.