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Iniziativa dei cittadini europei - sistema di raccolta elettronica
Iniziativa dei cittadini europei - sistema di raccolta elettronica
Richiesta di Sospensione dell'Accordo UE-Israele La Commissione europea accusa Israele di gravi violazioni dei diritti umani a Gaza, inclusi omicidi di civili e distruzione di strutture sanitarie. Israele è accusato di utilizzare la fame come arma di guerra e di non prevenire il genocidio secondo la Corte internazionale di giustizia. Nonostante ciò, l'Unione europea non ha sospeso l'accordo di associazione con Israele, che è considerato inaccettabile dai cittadini dell'UE. È stata lanciata un'iniziativa per richiedere la sospensione totale dell'accordo, con una scadenza per la raccolta di firme fissata al 13 gennaio 2027.Give your support !
Iniziativa dei cittadini europei - sistema di raccolta elettronica
La Chiesa tede­sca è pronta a isti­tuire la sua Con­fe­renza sino­dale con pieni poteri ai laici.
La Chiesa tede­sca è pronta a isti­tuire la sua Con­fe­renza sino­dale con pieni poteri ai laici.
20260115 . La situazione della Chiesa tedesca e il Sinodo Papa Leone XIV è preoccupato per la situazione della Chiesa tedesca, che sta per avviare la sua Conferenza sinodale, composta da vescovi e laici, con poteri deliberativi. La Conferenza affronterà questioni cruciali riguardanti la vita ecclesiale e sociale. Nonostante l'opposizione della Santa Sede, il Sinodo continua a essere un tema di discussione, con incontri tra rappresentanti vaticani e tedeschi. Recentemente, il Papa ha incontrato critici del Sinodo, esprimendo la sua condivisione delle preoccupazioni. La situazione è aggravata da una crescente diminuzione del numero di cattolici in Germania e dalla partecipazione in calo alle messe. Leone XIV sta cercando di mediare tra le diverse posizioni per evitare divisioni e mantenere l’unità con la Chiesa universale.
La Chiesa tede­sca è pronta a isti­tuire la sua Con­fe­renza sino­dale con pieni poteri ai laici.
E sale la ten­sione sulle Sval­bard
E sale la ten­sione sulle Sval­bard
20260115 . Tensioni Geopolitiche nelle Svalbard e nell'Artico Le Svalbard, territorio norvegese nell'Artico, diventano un nuovo punto di tensione tra Stati Uniti, Russia e Cina. Storicamente, l'area era dominata da una divisione chiara tra Russia e altri otto Stati artici. Con l'arrivo di Trump, gli Stati Uniti hanno cambiato strategia, cercando un approccio unilaterale e aumentando le pressioni su Canada e Norvegia per l'accesso alle rotte marittime e alle risorse energetiche. La Russia, sostenuta dalla Cina, ha intensificato la presenza militare nelle Svalbard e ha messo in discussione la sovranità norvegese, soprattutto dopo l'invasione dell'Ucraina. Le dispute territoriali si estendono anche alla dorsale di Lomonosov, con Canada e Danimarca coinvolti. Gli sviluppi recenti segnalano un deterioramento della cooperazione nell'Artico e un aumento delle rivalità geopolitiche.
E sale la ten­sione sulle Sval­bard
La paura del caos in Medio Oriente si riac­cende
La paura del caos in Medio Oriente si riac­cende
20260115 . Pressioni diplomatiche nel Golfo di fronte alle minacce militari di Trump Di fronte alle minacce di Donald Trump di un intervento militare contro la Repubblica Islamica, i paesi del Golfo, in particolare l'Arabia Saudita, stanno spingendo per una soluzione diplomatica. Trump ha inviato messaggi di supporto ai manifestanti iraniani, ma le sue dichiarazioni bellicose preoccupano i paesi arabi, che temono una destabilizzazione regionale e interruzioni nel traffico petrolifero nello Stretto di Hormuz. Riyadh ha assicurato a Teheran che non permetterà attacchi sul suo territorio, sottolineando il rischio economico e militare di un conflitto. Gli Stati Uniti potrebbero considerare attacchi ai siti nucleari iraniani o a figure chiave del regime, ma un intervento comporterebbe rischi politici e militari significativi, con ricordi storici di colpi di stato che pesano sull'opinione pubblica iraniana.
La paura del caos in Medio Oriente si riac­cende
Sto­ria di un orrore e di una luce
Sto­ria di un orrore e di una luce
20260114 . Riflessioni sulla guerra e la ricerca della pace Il libro "Storia della guerra" di Arsenio Frugoni, recentemente riedito, analizza l'evoluzione della guerra dall'antichità al Novecento, sottolineando come essa rifletta le trasformazioni politiche, economiche e sociali. Frugoni evidenzia che la guerra è un'impresa economica, dominata dalla ricerca di potere e dalla tecnologia, e che influisce su gerarchie e ideologie. Nonostante l'orrore e la devastazione che la guerra comporta, l'autore mantiene viva la speranza per la pace, invitando a educare le nuove generazioni a riconoscere i difensori della giustizia e della non violenza. La sua analisi si conclude con un richiamo a non dimenticare le lezioni del passato, promuovendo l'importanza di una visione pacifista nella formazione culturale.
Sto­ria di un orrore e di una luce
Rispo­sta degli Stati Uniti Le opzioni del pre­si­dente per la forza mili­tare sono molto limi­tate
Rispo­sta degli Stati Uniti Le opzioni del pre­si­dente per la forza mili­tare sono molto limi­tate
20260114 . Le Limitazioni dell'Intervento Militare degli Stati Uniti in Iran Donald Trump potrebbe essere tentato di utilizzare la forza militare contro l'Iran, ma le opzioni disponibili per supportare le proteste in corso sono limitate. Gli Stati Uniti non dispongono attualmente di portaerei nel Medio Oriente e qualsiasi attacco dovrebbe avvenire da basi alleate, il che comporterebbe rischi di ritorsioni iraniane. Nonostante la degradazione delle capacità militari iraniane, il regime mantiene una notevole capacità missilistica. Un attacco mirato a Khamenei potrebbe risultare complicato e non garantirebbe un cambiamento di regime. Le alternative, come gli attacchi informatici, presentano anch'esse sfide significative. In sintesi, l'intervento militare statunitense potrebbe non raggiungere gli obiettivi sperati e il regime iraniano appare ancora solido.
Rispo­sta degli Stati Uniti Le opzioni del pre­si­dente per la forza mili­tare sono molto limi­tate
"L'aiuto sta arri­vando": Trump invita i mani­fe­stanti ira­niani a rima­nere pro­vo­ca­tori
"L'aiuto sta arri­vando": Trump invita i mani­fe­stanti ira­niani a rima­nere pro­vo­ca­tori
20260114 . Trump e la situazione in Iran: appelli e minacce Donald Trump ha incoraggiato gli iraniani a continuare le proteste contro il governo, annunciando aiuti in arrivo e suggerendo la possibilità di un'azione militare contro Teheran. Ha cancellato incontri con funzionari iraniani in segno di protesta per la repressione violenta, che ha causato migliaia di morti. Trump ha anche minacciato tariffe del 25% su paesi che commerciano con l'Iran, provocando reazioni dalla Cina e da altri partner commerciali. Nonostante le minacce, i diplomatici europei ritengono che il regime iraniano sia determinato a mantenere il potere. Le manifestazioni, iniziate per motivi economici, si sono trasformate in richieste di cambiamento politico, affrontando una repressione brutale da parte delle autorità.
"L'aiuto sta arri­vando": Trump invita i mani­fe­stanti ira­niani a rima­nere pro­vo­ca­tori
Vene­zuela Petro­lio in massa, ma un'eco­no­mia nel piatto
Vene­zuela Petro­lio in massa, ma un'eco­no­mia nel piatto
20260114 . La Crisi Economica del Venezuela: Cause e Prospettive Future Il Venezuela affronta una crisi economica di lunga durata, aggravata da sanzioni americane, con un'inflazione persistente e un debito pubblico altissimo. Nonostante una modesta ripresa in alcuni settori, gran parte della popolazione vive in povertà, mentre una ristretta élite accumula ricchezze. Le recenti riforme economiche hanno portato a una crescente disuguaglianza. La dipendenza dal petrolio, che rappresenta oltre il 90% delle entrate, rende l'economia vulnerabile alle fluttuazioni dei prezzi. Le prospettive post-Maduro dipendono dalle decisioni degli Stati Uniti riguardo alle sanzioni, ma la mancanza di riforme politiche e istituzionali rischia di perpetuare l'instabilità. Un'eventuale rimozione delle sanzioni potrebbe rilanciare il settore petrolifero, ma senza un approccio globale, la crisi potrebbe continuare.
Vene­zuela Petro­lio in massa, ma un'eco­no­mia nel piatto
US ‘KILL LINE’ IN STARK CONTRAST TO CHINA’S SUPPORTIVE POLICIES
US ‘KILL LINE’ IN STARK CONTRAST TO CHINA’S SUPPORTIVE POLICIES
20260114 . Analisi del "Kill Line" e delle Politiche Sociali Cinesi Il termine "kill line", emerso sui social media cinesi, evidenzia come una crisi possa portare famiglie americane di classe media verso la rovina finanziaria. Esperti sottolineano le differenze tra le politiche sociali cinesi, progettate per garantire mobilità sociale e prevenire povertà, e il sistema statunitense, dove il rischio è spesso trasferito sugli individui. Recenti sondaggi mostrano che una vasta percentuale di americani non può affrontare spese impreviste. Mentre gli Stati Uniti affrontano crescenti pressioni economiche e riduzioni nei programmi di assistenza sociale, la Cina ha potenziato la sua rete di sicurezza sociale. L'approccio cinese si concentra su investimenti in capitale umano e nella riduzione della povertà, creando opportunità stabili piuttosto che offrire solo aiuti temporanei.
US ‘KILL LINE’ IN STARK CONTRAST TO CHINA’S SUPPORTIVE POLICIES
Quando le parole non bastano: comu­ni­care dav­vero nell’era dell’illu­sione digi­tale
Quando le parole non bastano: comu­ni­care dav­vero nell’era dell’illu­sione digi­tale
20260100 . L'arte di comunicare nell'era digitale Carmine D'Urso, nel suo libro "Il potere della parola", evidenzia la differenza tra parlare e comunicare, sottolineando che comunicare è complesso, specialmente nell'era digitale. L'autore discute di come il silenzio possa essere uno strumento efficace per migliorare il dialogo e l'ascolto autentico. Critica la tendenza a giudicare il pensiero altrui basandosi su impressioni superficiali e invita a riflettere sulle certezze comunicative. D'Urso propone di sviluppare "anticorpi" per preservare la qualità delle relazioni umane, riconoscendo che comunicare è un'arte necessaria nella nostra vita quotidiana.
Quando le parole non bastano: comu­ni­care dav­vero nell’era dell’illu­sione digi­tale
Pax Silica: geoeconomia o geopolitica economica
Pax Silica: geoeconomia o geopolitica economica
20260114 . La Strategia Geoeconomica degli Stati Uniti: PAX SILCA. Un polo industriale e tecnologico che escluda paesi non alleati, come la Cina. Questo sistema, approvato da diverse nazioni tra cui Giappone, Israele e Australia, punta a formare un’economia a circuito chiuso nel settore ICT, integrando produzione di chip, intelligenza artificiale e infrastrutture energetiche. L’iniziativa rappresenta una sottomissione della logica economica a quella geopolitica, destinata a rafforzare l’egemonia americana e a influenzare anche le relazioni militari. Allo stesso tempo, sottolinea le preoccupazioni di Bill Gates riguardo all’uso dell’IA e alla necessità di prepararsi a un futuro con meno lavoro, suggerendo che l’adozione di misure politiche è cruciale per affrontare questo cambiamento epocale.
Pax Silica: geoeconomia o geopolitica economica
Community or Command: China, the American Pole, and the battle for Latin America
Community or Command: China, the American Pole, and the battle for Latin America
20260112 . La Cina ha pubblicato il suo terzo Documento Politico sull'America Latina e i Caraibi (ALC) il 10 dicembre 2025. Questo documento, pubblicato dal governo cinese, fa seguito ai precedenti documenti del novembre 2008 e del novembre 2016, che delineano strategie per approfondire i legami con la regione. Struttura chiave Il documento si divide in tre parti principali: una descrizione dell'ALC come regione dinamica, una panoramica delle fiorenti relazioni Cina-ALC e proposte per cinque programmi – solidarietà, sviluppo, civiltà, pace e connettività interpersonale – per costruire una comunità condivisa per il futuro. Priorità fondamentali La solidarietà politica è al centro dell'agenda, sottolineando il sostegno reciproco per interessi fondamentali come il principio di una sola Cina su Taiwan, seguito da un'ampia cooperazione economica attraverso la Belt and Road Initiative e la Global Development Initiative, che include commercio, infrastrutture, tecnologia e aiuti allo sviluppo. Gli elementi di sicurezza si espandono nell'ambito del Programma di Pace, coprendo gli sforzi militari, di sicurezza informatica e anti-corruzione previsti dalla Global Security Initiative cinese. Contesto strategico Il comunicato è in linea con la crescente attenzione degli Stati Uniti all'emisfero occidentale sotto la presidenza Trump, sebbene la Cina si posizioni come partner contro l'"egemonia" senza riferimenti diretti degli Stati Uniti, con l'obiettivo di istituzionalizzare l'influenza in un contesto di competizione. I diplomatici della LAC lo hanno accolto come una guida pratica per la cooperazione in infrastrutture, istruzione e agricoltura. cinese presenta l'America Latina come un attore politico attivo, promuovendo integrazione e cooperazione, mentre la Strategia di Sicurezza Nazionale dell'amministrazione Trump inquadra la regione come un perimetro da gestire, enfatizzando militarizzazione e coercizione economica. La Cina propone sviluppo senza condizioni politiche, sfidando un sistema di dipendenza storica, mentre gli Stati Uniti vedono la sicurezza come dominio. La differenza tra le due visioni non è solo ideologica, ma struttura il futuro della regione: comunità contro comando. L'emergere di scelte multipolari rappresenta una rottura con il passato di dipendenza, ma provoca reazioni repressive da parte degli Stati Uniti, segnando un possibile cambiamento storico.
Community or Command: China, the American Pole, and the battle for Latin America
Il Presidente Nicolás Maduro da Nuova York: «Stiamo bene, siamo dei combattenti»
Il Presidente Nicolás Maduro da Nuova York: «Stiamo bene, siamo dei combattenti»
20260112 . Nicolás Ernesto Maduro Guerra ha comunicato che suo padre, il presidente Nicolás Maduro, e la moglie Cilia Flores stanno bene. Maduro ha esortato i suoi sostenitori a non cadere nella tristezza e a rimanere combattivi. Il presidente, prigioniero di guerra negli USA dopo un bombardamento a Caracas il 3 gennaio, ha subito un'operazione militare che ha causato centinaia di vittime. Delcy Rodríguez è stata designata presidente incaricata e ha istituito una commissione per gestire la liberazione della coppia. La comunità internazionale ha condannato l'attacco, sottolineando le violazioni del diritto internazionale da parte degli USA.
Il Presidente Nicolás Maduro da Nuova York: «Stiamo bene, siamo dei combattenti»
Despite 'Donroe Doctrine', EU-Mercosur free trade approved
Despite 'Donroe Doctrine', EU-Mercosur free trade approved
20260112 . L'Accordo di Libero Scambio UE-Mercosur e le Implicazioni per la Politica Commerciale degli Stati Uniti Il presidente Trump sostiene di rafforzare la Dottrina Monroe, ma l'approvazione dell'accordo di libero scambio tra UE e Mercosur, il 9 gennaio, segna una svolta. Questo accordo, il più grande al mondo, coinvolge circa 700 milioni di persone e include principali economie sudamericane come Brasile e Argentina. Dopo 25 anni di negoziazioni, l'accordo prevede l'eliminazione di oltre il 90% delle tariffe e un partenariato su sostenibilità e governance. Tuttavia, l'opposizione è emersa sia in Europa che in Sud America. Il Consiglio Atlantico attribuisce a Trump la responsabilità del successo dell'accordo, suggerendo che la sua politica commerciale ha spinto l'UE a rafforzare i legami con l'America Latina, sfidando l'influenza statunitense.
Despite 'Donroe Doctrine', EU-Mercosur free trade approved
China widens net in battle against graft
China widens net in battle against graft
20260114 . La lotta della Cina contro l'abuso di potere e la corruzione invisibile In Cina, la lotta contro l'abuso di potere e la corruzione ha assunto una nuova priorità, affrontando forme più sofisticate come l'innesto invisibile. Xi Jinping ha sottolineato l'importanza di adattare le strategie anticorruzione alle nuove tendenze. Un caso emblematico coinvolge Xu Xianping, ex vicedirettore della NDRC, accusato di aver ricevuto tangenti mascherate da prestiti. Esperti come Yang Weidong evidenziano che la corruzione si è evoluta, richiedendo una sorveglianza più rigorosa. La Cina ha ampliato gli strumenti di lotta alla corruzione, implementando nuove leggi e linee guida per affrontare pratiche emergenti. È fondamentale una ristrutturazione del potere e una governance efficace per prevenire futuri abusi, attraverso meccanismi di controllo interno e riforme strutturali nei settori critici.
China widens net in battle against graft
L’éco­no­mie ira­nienne est un sys­tème ren­tier et clien­té­liste
L’éco­no­mie ira­nienne est un sys­tème ren­tier et clien­té­liste
20260113 . Crisi Economica e Sociale in Iran L'economia iraniana è gravemente deteriorata, con un tasso di povertà al 50% e un'inflazione del 40%. La svalutazione del rial ha aggravato la situazione, con i bazar che protestano per l'aumento dei costi di importazione. L'inflazione, in aumento dal 2018, ha colpito duramente i più poveri e la classe media. Nonostante un leggero miglioramento grazie all'aumento delle esportazioni di petrolio verso la Cina, l'economia rimane fortemente dominata dal settore pubblico e da fondazioni associate ai pasdaran, che contribuiscono a un sistema clientelista. La dipendenza dal petrolio e le sanzioni statunitensi hanno ulteriormente compromesso la stabilità economica. La crisi economica si sovrappone a una crisi politica, con una crescente sfiducia nelle istituzioni pubbliche, riflettendo un calo significativo della legittimità del governo tra gli iraniani.
L’éco­no­mie ira­nienne est un sys­tème ren­tier et clien­té­liste
Trump says Iran wants to nego­ti­ate, as protest deaths climb
Trump says Iran wants to nego­ti­ate, as protest deaths climb
20260113 . Tensioni tra Iran e Stati Uniti: Proteste e minacce Donald Trump ha affermato che l'Iran desidera negoziare con Washington dopo la repressione delle proteste, che hanno causato almeno 544 morti. Il ministro iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che la situazione è sotto controllo, incolpando Israele e gli Stati Uniti per la violenza. Nonostante le tensioni, le comunicazioni tra Teheran e Washington rimangono aperte. Trump ha avvertito l'Iran di possibili attacchi se le forze di sicurezza sparassero sui manifestanti, mentre ha rivelato che l'amministrazione sta organizzando un incontro con i leader iraniani. Le autorità iraniane hanno risposto con manifestazioni pro-governative, accusando gli Stati Uniti di fomentare disordini. Le proteste, iniziate per la crisi economica, hanno sfidato direttamente la teocrazia iraniana, evidenziando un crescente malcontento tra la popolazione.
Trump says Iran wants to nego­ti­ate, as protest deaths climb
Roberta Rivolta - Il primo gennaio ero a Teheran, e sono...
Roberta Rivolta - Il primo gennaio ero a Teheran, e sono...
Il primo gennaio ero a Teheran, e sono stata invitata alla prima “Conferenza internazionale su donne, intelligenza sociale e giustizia globale”. Erano presenti circa 120 donne. Per la maggioranza...
Roberta Rivolta - Il primo gennaio ero a Teheran, e sono...
SULL'IDEA DI RIVOLUZIONE E SULLE RIVOLUZIONI
SULL'IDEA DI RIVOLUZIONE E SULLE RIVOLUZIONI
20260113 . A quanto pare, ciò che veniva presentato come l'incipiente, incontenibile rivoluzione nella "polveriera iraniana" ha già finito il gas. Presto le grandi testate del mestiere più antico del mondo ci condurranno silenziosamente oltre, al prossimo orizzonte di emancipazione a molla. In attesa che ciò accada voglio fare una breve osservazione, in coda alla vicenda iraniana, ma con una valenza generale. In molte menti occidentali, maleducate da una conoscenza sempre più miserabile della storia, si immagina la "rivoluzione" come una bella avventura, come qualcosa in qualche modo di naturale e creativo. "Rivoluzionario" è diventato nel '900 un termine lusinghiero, che si può applicare un po' ovunque, dalla musica pop alle primavere arabe. Ora, una rivoluzione è un evento che, per definizione, deve scardinare un apparato di governo, un sistema istituzionale e una classe dirigente. SI tratta di un'operazione straordinariamente complessa per la semplice ragione che uno stato è una macchina complicata, e di solito non c'è alternativa al lasciare - obtorto collo - ampie zone di continuità, ad esempio lasciando l'apparato statale di medio livello nelle mani dei precedenti membri della classe dirigente. [...]
SULL'IDEA DI RIVOLUZIONE E SULLE RIVOLUZIONI
Iran
Iran
20260112 . La copertura mediatica del conflitto in Iran ha mostrato disinformazione, con l'uso improprio di immagini storiche e attribuzioni infondate di violenza ai manifestanti. Le manifestazioni, iniziate a dicembre 2025, sono radicate in una crisi economica strutturale, aggravata da sanzioni e tensioni regionali. Le proteste, inizialmente pacifiche, sono state infiltrate da elementi sovversivi legati a servizi d’intelligence esteri. Il Presidente Pezeshkian ha cercato un equilibrio tra dialogo e repressione, ma la sua autonomia è limitata dalla Guida Suprema. Infine, la crisi invita a riflessioni sulle categorie di "progresso" e "arretrato", esaminando la condizione sociale in Iran rispetto a contesti storici occidentali.
Iran
Venezuela, l'interesse degli operatori petroliferi svizzeri
Venezuela, l'interesse degli operatori petroliferi svizzeri
20260112 . L'intervento militare statunitense in Venezuela e la cattura del presidente Nicolás Maduro hanno riportato le vaste riserve petrolifere del Paese al centro dell'attenzione globale. Da quando gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni alla compagnia petrolifera statale PDVSA nel 2019, gli operatori petroliferi svizzeri hanno dovuto affrontare difficoltà nel mantenere i legami commerciali con il Venezuela. La recente azione militare ha suscitato speculazioni su quando e a quali condizioni il petrolio venezuelano potrebbe rientrare nel mercato globale. Gli esperti del settore sottolineano l'importanza della stabilità politica per gli investimenti futuri, con stime che suggeriscono la necessità di ingenti capitali per la modernizzazione. Sebbene le compagnie petrolifere statunitensi possano cercare di investire, l'incertezza sul contesto giuridico rimane una preoccupazione. L'andamento dei prezzi del petrolio, le considerazioni geopolitiche e il rispetto delle sanzioni influenzeranno pesantemente qualsiasi potenziale ripresa della produzione petrolifera venezuelana.
Venezuela, l'interesse degli operatori petroliferi svizzeri
L'Iran in fiamme, l'ora più dura del presidente Pezeshkian
L'Iran in fiamme, l'ora più dura del presidente Pezeshkian
20260112 . La Doppia Sfida di Masoud Pezeshkian in Iran Il 12 gennaio 2026, Masoud Pezeshkian, presidente dell'Iran, ha affrontato le crescenti proteste contro l'inflazione con un discorso equilibrato. Ha espresso la volontà di ascoltare il popolo, sottolineando l'importanza di evitare divisioni settarie. Tuttavia, la sua posizione è complessa, poiché si trova a fronteggiare sia le manifestazioni che la repressione dei Pasdaran. Pezeshkian ha distinto tra "manifestanti", che meritano ascolto, e "riottosi", da reprimere. Nonostante un bando su Internet e il timore di infiltrazioni esterne, cerca di promuovere un'apertura verso la società civile. La sua principale preoccupazione resta l'inflazione, che ha raggiunto il 52,6%, e il suo approccio mira a bilanciare dialogo e repressione, mentre la sua autorità continua a essere messa alla prova.
L'Iran in fiamme, l'ora più dura del presidente Pezeshkian
Iran: presidente pronto a incontrare manifestanti; Trump starebbe valutando diverse opzioni di intervento
Iran: presidente pronto a incontrare manifestanti; Trump starebbe valutando diverse opzioni di intervento
20260111 . Situazione in Iran e Reazioni Internazionali Negli ultimi giorni, l'Iran ha attirato l'attenzione globale. L'11 gennaio, il presidente Masoud Pezeshkian ha affermato che il governo sostiene il diritto alle proteste pacifiche e si impegna al dialogo con i manifestanti, accusando Stati Uniti e Israele di fomentare instabilità tramite “teppisti”. Ha promesso di ascoltare le richieste dei cittadini e affrontare le difficoltà economiche. Nello stesso giorno, funzionari USA hanno comunicato che il presidente Trump sta considerando opzioni di intervento, mentre il premier israeliano Netanyahu ha indicato che Israele monitora attentamente la situazione.
Iran: presidente pronto a incontrare manifestanti; Trump starebbe valutando diverse opzioni di intervento
Iran to Attack Israel, US Facilities in Middle East in Event of Aggression
Iran to Attack Israel, US Facilities in Middle East in Event of Aggression
20260111 . Tensioni in Iran: Proteste e Risposta del Governo. L'Iran, in risposta alle minacce di attacco militare di Trump, afferma di non limitarsi nei mezzi di difesa. Reza Pahlavi ha invitato a uno sciopero generale e alla presa di infrastrutture strategiche. Le proteste, iniziate a dicembre 2025 per l'inflazione e la svalutazione del rial, si sono intensificate dopo l'appello di Pahlavi. La dimissione del governatore della Banca centrale ha aggravato la situazione. Gli scontri con la polizia sono aumentati, con manifestazioni su larga scala e vittime tra le forze di sicurezza e i manifestanti. Internet è stato interrotto in diverse città.
Iran to Attack Israel, US Facilities in Middle East in Event of Aggression
Nordics Reject Trump's Claims of Russian, Chinese Vessels Near Greenland
Nordics Reject Trump's Claims of Russian, Chinese Vessels Near Greenland
20260111 . Le dichiarazioni di Trump sulle navi russe e cinesi vicino alla Groenlandia respinte dai paesi nordici I paesi nordici hanno smentito le affermazioni del presidente Trump riguardo alla presenza di navi russe e cinesi nei pressi della Groenlandia, utilizzate da Trump per giustificare piani di annessione dell'isola. Diplomati nordici con accesso all'intelligence NATO hanno dichiarato che tali affermazioni sono false, confermando l'assenza di navi o sottomarini russi e cinesi. Il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, ha ribadito che la Groenlandia non è "coperta" da forze straniere. Anche il primo ministro danese, Mette Frederiksen, ha invitato Trump a non minacciare l'annessione, sottolineando che la Groenlandia ha ottenuto autonomia nel 2009.
Nordics Reject Trump's Claims of Russian, Chinese Vessels Near Greenland
È salito a 71,412 il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza dall'inizio dell'aggressione
È salito a 71,412 il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza dall'inizio dell'aggressione
20260111 . Bilancio Vittime dell'Aggressione in Gaza Il bilancio delle vittime dell'aggressione israeliana nella Striscia di Gaza ha raggiunto 71,412 martiri e 171,314 feriti dal 7 ottobre 2023. Nelle ultime 24 ore, sono stati registrati tre martiri e nove feriti, mentre molte vittime rimangono sotto le macerie, inaccessibili per le ambulanze. Dal cessate il fuoco dell'11 ottobre, ci sono stati 442 martiri e 1,236 feriti, con 688 corpi recuperati. Una bambina di due mesi è morta a causa del freddo estremo, portando a quattro il totale dei decessi infantili per le basse temperature dall'inizio dell'inverno.
È salito a 71,412 il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza dall'inizio dell'aggressione
Come sta cambiando la lingua russa, il nuovo dizionario di Stato riscrive parole, identità e ideologia
Come sta cambiando la lingua russa, il nuovo dizionario di Stato riscrive parole, identità e ideologia
20260111 . La Lingua Russa come Strumento di Controllo Statale La recente pubblicazione del Dizionario esplicativo della lingua russa di Stato, redatto con il coinvolgimento di istituzioni statali e religiose, segna un ritorno della lingua russa a una funzione di controllo ideologico. Il dizionario stabilisce norme linguistiche che influenzeranno testi scolastici e comunicazioni ufficiali, riscrivendo voci secondo il contesto politico attuale e promuovendo valori tradizionali. Il dizionario non solo descrive l'uso delle parole, ma ne prescrive l'uso, trasformandosi in uno strumento normativo che riflette l'approvazione dello Stato. Questo progetto linguistico si inserisce in una strategia più ampia per affermare l'identità russa e legittimare il conflitto in Ucraina. Contemporaneamente, si osservano emergenti centri linguistici autonomi tra le diaspore, che potrebbero dare origine a una nuova forma di russo, mentre l'intelligenza artificiale offre nuove dinamiche linguistiche che sfidano il controllo statale.
Come sta cambiando la lingua russa, il nuovo dizionario di Stato riscrive parole, identità e ideologia
Lo show di Trump in Venezuela
Lo show di Trump in Venezuela
20260110 . La realtà del regime venezuelano e le ambizioni di Trump Marco Travaglio, nel suo editoriale su Il Fatto Quotidiano, analizza la situazione in Venezuela dopo la rimozione di Maduro, sostenendo che il regime madurista rimane intatto. Si chiede perché questo regime dovrebbe seguire le direttive di Trump, dato che non ci sono stati cambiamenti reali nel potere politico ed economico. Le promesse di cooperazione con gli Stati Uniti appaiono vuote senza un controllo effettivo. Inoltre, l'azione di Trump potrebbe trasformare Maduro in un martire, minacciando la stabilità dei governi favorevoli a Washington nella regione. La mancanza di risposte concrete sulla strategia futura rende tutto il resto un mero spettacolo.
Lo show di Trump in Venezuela
La pelosa ipocrisia dei due stati
La pelosa ipocrisia dei due stati
20260110 . L'illusione del regime change in Venezuela Marco Travaglio, nel suo editoriale su Il Fatto Quotidiano, sottolinea che Trump ha lasciato intatto il regime madurista, nonostante la rimozione di Maduro. I vertici del potere sono rimasti e la vera questione è perché il nuovo regime dovrebbe seguire le direttive di Trump. Senza occupazione militare o un governo fantoccio, le minacce e le sanzioni non sembrano efficaci. Inoltre, la cattura di Maduro potrebbe trasformarlo in un martire contro l'imperialismo, rischiando di isolare ulteriormente gli Stati Uniti in America Latina. Senza risposte concrete, le affermazioni di Trump appaiono solo come spettacolo.
La pelosa ipocrisia dei due stati
Kim avverte Cina e Usa: la Corea del Nord non è il Venezuela
Kim avverte Cina e Usa: la Corea del Nord non è il Venezuela
20260110 . Tensioni in Asia: la Corea del Nord e il Dialogo con gli Stati Uniti Lee Jae Myung ha viaggiato in Cina per migliorare le relazioni con Pechino e coinvolgere la Corea del Nord nel dialogo diplomatico. Tuttavia, il raid militare degli Stati Uniti in Venezuela ha complicato la situazione. Kim Jong Un ha risposto intensificando il programma nucleare, lanciando missili e ordinando un aumento della produzione di armi. Il Giappone ha espresso preoccupazione per la minaccia nordcoreana. Kim ha anche inviato messaggi a Usa, Giappone e Cina, avvertendo contro legami più stretti tra Pechino e Seoul. La Corea del Nord si distacca dal modello venezuelano, mantenendo una posizione di rigidità diplomatica.
Kim avverte Cina e Usa: la Corea del Nord non è il Venezuela